Familiare convivente e detrazione per lavori edilizi

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Oggi rispondiamo a questa domanda riferita alla detrazione dei lavori di ristrutturazione, della nostra cliente Laura:

“Per una casa non affittata, di cui è proprietario mio padre, farò a mio nome, in qualità di figlia convivente, la comunicazione per lavori di manutenzione straordinaria (Cila). Ho intenzione di portare in detrazione al 50% le spese che sosterrò interamente, chiedo se mio padre può affittarla dopo la ristrutturazione senza che io perda le agevolazioni. Grazie per la vostra consulenza!”

Ecco la nostra risposta!!

Dobbiamo premettere innanzitutto che, le agevolazioni spettano anche al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto degli interventi, in questo caso il padre di Laura.

L’Agenzia delle entrate ha specificato che lo stato di convivenza deve esserci già nel momento in cui si attiva la procedura (o alla data di inizio dei lavori) e mantenersi nel momento in cui si effettuano le spese ammesse in detrazione (circolare n. 17/2023).

Nella stessa circolare viene specificato che la disponibilità dell’immobile e lo status di convivenza, richiesti nel momento di sostenimento delle spese che danno diritto al familiare convivente di godere del beneficio fiscale, non è necessario che permangano per l’intero periodo di fruizione della detrazione.

Ciò significa che si può affittare l’immobile in questione percependo il canone di locazione senza perdere l’agevolazione richiesta e in questo caso il 50% come da CILA presentata.

Ovviamente vale sempre lo stesso discorso, di effettuare il bonifico parlante indicando il Codice fiscale di chi effettua il bonifico, la partita iva o codice fiscale del beneficiario, e la causale contenente il numero della pratica di riferimento.


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